marketing & impresa sostenibile: il content e la fiducia. Articolo di Elena Grandinetti

Le Risorse

Marketing e Impresa Sostenibile: il Content e la Fiducia


Content Marketing per un’Impresa Sostenibile basata sulla Fiducia dei tuoi clienti.

Che tu sia un piccolo imprenditore o CEO di una multinazionale ti chiedo: hai cura del content marketing e cosa fai per conquistare la fiducia del tuo pubblico? 

Lo so, questa domanda potrebbe farti venire l’orticaria per almeno due ragioni.

La prima: in un’ipotetica classifica di tranding topic del linguaggio imprenditoriale, la parola “fiducia” è sicuramente ai primissimi posti. E finisce che tutti ne parlano e nessuno la pratica.

La seconda ragione è che tu devi pensare a portare avanti il business, i numeri, il fatturato e credi che con il crescere di questi ne guadagnerai inevitabilmente in fiducia.

Se mi sono avvicinata alla verità e tu inizi a sentire i sintomi di un inaspettato e intenso prurito, ti consiglio di dare un’occhiata all’ultimo report sul barometro della fiducia pubblicato da Edelman (lo trovi qui). L’agenzia di marketing, tra le più autorevoli e longeve della storia, misura anche quest’anno, e per la diciottesima volta, il tasso di fiducia che le persone hanno nei confronti di quattro categorie di istituzioni: i governi, i media, le imprese e le organizzazioni non profit.

Facendo uno zoom sui dati del nostro Paese il quadro appare piuttosto chiaro, anzi scuro, direi. Continua a crescere il tasso di sfiducia in tutte le quattro istituzioni. Rispetto al 2017 il crollo più significativo lo registrano le organizzazioni non profit passando dal 59% al 46%, mentre il colpo meno duro tocca alle imprese che perdono solo un punto percentuale, scendendo dal 55% al 54%.

Nel buio esistenziale in cui ci proiettano questi dati si intravede uno spiraglio di luce, almeno per le aziende. Il 34% del campione desidera imprese che partecipino attivamente al futuro del Paese. Il dato potrebbe sembrare irrilevante, siamo ben al di sotto della metà, ma paragonatelo a questo: la stessa speranza di futuro è riposta nel governo solo dall’11% della popolazione.

Se da una parte cresce l’aspettativa nei confronti delle aziende si fa altrettanto alta l’asticella per i CEO e gli imprenditori. A loro vengono chiesti e in ordine di importanza: affidabilità dell’azienda, qualità e un business che comunichi valore. Solo in quarta e ultima posizione troviamo la crescita dei profitti e delle quotazioni in borsa. Qui sotto, nell’immagine, trovate le esatte percentuali di riferimento.

Possiamo considerare questi tre parametri – affidabilità, qualità e valori – come leve per generare fiducia? Sì possiamo, anzi dobbiamo. E questo senso del dovere è ancora più cruciale se abbiamo deciso di comunicare al nostro pubblico che esistiamo.

La comunicazione, e in larga misura anche il marketing, hanno da sempre lo scopo di avvicinare i brand, i prodotti, i progetti ai loro pubblici di riferimento. Ecco perché conquistare la loro fiducia è tra le priorità – e i sogni! – di tutti gli addetti ai lavori. Se è pur vero che la fiducia si costruisce con il tempo, i risultati dell’indagine di Edelman ci suggeriscono almeno da dove iniziare.

Per la regola della proprietà transitiva, la tua comunicazione arriva a conquistare la fiducia del pubblico quando è:

  • di qualità: fatta bene e con i mezzi giusti
  • di valore: quando il messaggio è utile, rilevante (per il pubblico e non solo per te)
  • affidabile: quando la qualità e il valore dichiarati corrispondono al vero, sono autentici.

Con queste tre caratteristiche le nostre attività di comunicazione e marketing saranno sostenibili e generative perché con trasparenza e responsabilità sapranno creare una linea diretta con il pubblico.

Nella pratica tutto questo oggi si traduce con una sola parola, anzi due: content marketing.

I contenuti sono la nuova pubblicità, l’hashtag è il nuovo slogan, dice nel suo ultimo libro Philip Kotler, docente e autore-guru del marketing sin dai tempi dell’1.0. Come dargli torto?

I social media, e il digitale in generale, hanno completamente sconvolto le regole del gioco. Non c’è più intermediazione tra i brand e i pubblici, il rapporto tra i due è diventato diretto e bidirezionale. Vera fantascienza per i pubblicitari di solo qualche decennio fa.

Cosa significa usare il content marketing per la propria strategia? Se vuoi una risposta a questa domanda, come prima cosa ti consiglio di leggere questo post di Simona Ruffino dove puoi trovare qualche dritta pratica.

A ciò che scrive Simona aggiungi:

  • fissa i tuoi obiettivi: cosa vuoi fare? Posizionare il tuo brand, vendere prodotti, fare rete?
  • mappa il tuo pubblico: hai presente il detto “spare nel mucchio”? Ecco, evitalo. Seleziona il tuo pubblico, le nicchie possono essere molto più redditizie delle masse
  • pianifica e crea: definisci i temi dei contenuti e fai in modo che siano utili al tuo pubblico. Lega i temi al brand ma evita in tutti i modi l’autoreferenzialità. Organizza il tuo calendario di attività e usa media di buona qualità (immagini, video, ecc.).
  • distribuisci: scegli i canali più in linea con il tuo business e investi in pubblicità anche con piccole somme ma investi!
  • valuta e ottimizza: con una frequenza almeno mensile, tira i remi in barca e valuta come stai procedendo. A volte basta cambiare un dettaglio da niente per ottenere più risultati.

E per ultimo non scordare la parte più importante:

tutto parte da un’idea che se è davvero affidabile, di qualità e valore stanne certo, farai un buon raccolto, piccolo o grande che sia.

 


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