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Le Risorse

Social Media: buone pratiche di successo


Quale media scegliere e come usarlo

Il mondo dei social non è un documentario di Alberto Angela, è più una battaglia a Risiko, fatta di strategie: possiamo raccontare la storia, capirne l’utilizzo, ma è sbagliato considerare il mezzo universale a tutti gli utenti come qualcosa da subire passivamente.

Ogni social è un altoparlante che trasmette qualsiasi messaggio viene pubblicato senza confini, è un abito che va cucito su misura del cliente.

Affrontare il tema della comunicazione aziendale deve essere un passaggio obbligato per saper come e cosa comunicare della propria attività o marchio o professionale. Sempre più spesso, negli ultimi anni, i clienti vivono l’ansia da prestazione 2.0 che sfocia nel grande dilemma:

essere presente o no sui social? Su quali?

Rispondere a queste due semplici domande vuol dire avere già acquisito un po’ di sana digital consapevolezza che non guasta per armeggiare nel mondo dei social, capire cioè fin dove ha senso spingerci per promuoverci e in che modo farlo.

Approdare in rete senza aver calcolato le potenzialità, che vanno da ritorno d’immagine alla conversione in acquisti o fidelizzazione del pubblico, è l’errore più grande che si può commettere per fare l’effetto di una meteora.

Lo studio di fattibilità

Prima dell’online esiste uno studio offline di fattibilità che comprende: l’analisi del target di riferimento, cosa abbiamo da offrire di diverso dagli altri, l’analisi di competitor già esistenti.

Chiediamoci quali sono i social che conosciamo di più.

I più utilizzati e conosciuti sono:

  • Facebook
  • Instagram
  • Twitter
  • YouTube
  • Pinterest
  • LinkedIn
  • Google+

Ciò che vogliamo comunicare è uno spettacolo che merita applausi, non possiamo presentarci sul palco semplicemente perché abbiamo qualcosa da dire, dobbiamo capire chi ci ascolta o ci vorrebbe ascoltare per trovare il giusto tono di voce per promuovere cosa e chi siamo, aprire il proprio sipario su una platea disomogenea, distratta o che non è in linea con il nostro messaggio è una inutile perdita di tempo.

Best Practices

 

Dobbiamo pensare che nell’ambiente del web è la persona al centro di tutto, nella sua totalità di essere pensante capace di compiere azioni sull’onda di emozioni, di idee o gusti.

Il nostro target di riferimento deve avere un genere, un range di età, una geo-localizzazione, un bagaglio di interessi definiti.

Costruendo questa mappa diventa più chiaro includere o escludere canali social e crea contenuti diversi per le varie piattaforme.

Facebook è il social base dal quali quasi tutti tendono a partire per promuovere la propria azienda.

Sicuramente è il luogo virtuale più popolato del pianeta e sarebbe sbagliato non esserci, questo non vuol dire che la presenza è garanzia di successo.

Ogni social, FB incluso, ha il proprio modus operandi che non va rimescolato o lasciato in mano a figure che hanno la loro massima fruizione condividendo video di animali buffi o la ricetta della domenica.

Il canale social diventa la vostra vetrina e merita rispetto sia l’utente che decide di darvi fiducia, contribuendo a crearvi la vostra community, sia la vostra professionalità.

Ciò che vogliamo comunicare ha una sostanza diversa tra offline e online, capirne le caratteristiche da portare in rete per esaltarne le qualità è creare i giusti contenuti per il mezzo.

La strategia è riuscire a fidelizzare l’utente raccontando, attraverso l’uso di testi, foto o video quello che siamo rendendo tutto di facile comprensione, ma diversificandolo da social a social. Il linguaggio non è mai universale.

Il contenuto che andiamo a produrre deve rispecchiare al 100% ciò che siamo: se ad esempio non riusciamo a parlare in video, è da escludere aprire un canale YouTube che ci abbia protagonisti.

Il contenuto deve essere unico, perché l’utente si deve sentire coccolato, deve pensare di essere l’unico che può fruire di quel dato o notizia e deve essere condivisibile perché è così che funziona il passaparola online.

Ad esempio, Instagram si sta rivelando il social più adatto per una comunicazione quasi live, pubblicando una fotografia ben fatta di un’istante, può valere più di mille parole, si può raccontare tutto attraverso le immagini o i brevi video delle instagram stories.

Infine, ma non meno importante è l’analisi dei competitor. Avere ben chiaro che quando ci tuffiamo nel mare del web, non siamo soli.

Dobbiamo raccogliere i dati della concorrenza, elaborarli e riuscire a tradurli in una strategia per non divenire emuli o dribblare errori fatti da loro.

Da una parte, se riusciamo a capire questi elementi, abbiamo 3/4 del nostro lavoro iniziale già fatto, avere spunti esistenti, spesso, è un ottimo modo per alimentare le nostre idee ed avere una fotografia del mercato in cui ci andremo a posizionare.

Dall’altra ignorare alcuni elementi della concorrenza può esserci fatale per fallire gli obiettivi.

E’ in questo step che si fa più chiara l’idea di quali social è meglio usare o abbandonare.

Arrivati a questo punto, i ragionamenti devono lasciare spazio alle azioni.

Quando abbiamo concluso lo studio offline della nostra situazione siamo in grado di prendere decisioni e dare valore alla nostra mission, che ora ha il costume adatto per nuotare nel web.

 


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